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Drunkoressia e Anoressia il fine consiste nel rifiuto drastico del cibo. - di Sergio BONCI - Martedì 26 Settembre 2017 08:44

...Drunkoressia e Anoressia il fine consiste nel rifiuto drastico del cibo.  

Circa 8 anni fa scrivevo a proposito dell’anoressia, che in America era scattato un nuovo allarme che si era aggiunto ai mille volti dell’anoressia. Si parlava allora di adolescenti che ossessionate da un corpo perfetto e donne molto giovani che volevano restare magre così da poter imitare gli stili di vita simili alle più conclamate modelle, cantanti, attrici e personaggi di quel “jet set femminile” made in Usa.

Esse venivano chiamate più semplicemente “drunkoressiche”. Il termine di “drunkoressia” venne inventato dai giornalisti del “New York Times” anche se non è stato mai riconosciuto dalla medicina ufficiale:

Con esso si indicava un nuovo anomalo e pericoloso comportamento alimentare diffusosi fra le adolescenti: mangiare poco fino al digiuno per poi assumere forti quantità di alcolici.

La drunkoressia venne allora considerata una variante di fondo all’anoressia: l’assumere alcolici a differenza dell’anoressia di allora che significava in NON assumere calorie, quindi si rinunciava al cibo per poter bere maggiormente. Comunque, le analogie con l’anoressia era allora le seguenti:  rifiuto drastico del cibo; diminuzione di peso; uguali criteri diagnostici.

Con l’assunzione di alcol grazie all’introito di zucchero veniva procurato al soggetto un senso di sazietà che permetteva di non avvertire lo stimolo della fame.

Oggi, viceversa, sognano di scomparire, di essere magre da morire. La strada per la felicità è costellata di rinunce, digiuni, inganni, bugie, punizioni autoinflitte, per le ragazze (pro-ana) ovvero tutte quelle migliaia di adolescenti convinte che anoressia non sia terribili malattie, bensì uno stile di vita che regala una silhouette simile ad un mucchietto di ossicini, unico passaporto per una vita da vincenti.

Purtroppo oggi  attraverso il web,  questo desiderio di magrezza esasperata diventa un delirio, propagandosi come un virus fatale: seduce e uccide. Ogni giorno sorgono nuovi blog in cui le giovani pro-ana possono confrontarsi, mettendo a disposizione la propria esperienza senza uscire dalla propria stanza. Restano sole più che mai, ma comunque insieme.

I CONSIGLI SBAGLIATI
È facile accedere a questi siti, molti dei quali, essendo illegali, una volta scoperti, vengono oscurati. Ciò che, invece, resta clandestino sono le chat private su whatsapp, a cui partecipano un numero variabile di ragazze che può andare da qualche decina ad oltre un centinaio. Essere ammesse in questi gruppi è arduo.
Comunque alcuni ricercatori ci sono riusciti ed hanno potuto svelare questo mondo sommerso e spaventoso,  che assomiglia ad un inferno di ghiaccio, in cui regnano ossessione e rigore. Dopo avere fornito le proprie generalità, le quali includono altezza e peso, allegando anche un video, occorre rispondere ad un questionario. Seguono i cosiddetti “consigli di Ana”, la quale assurge al ruolo di divinità, sovrana assoluta delle menti e dei corpi di coloro che ad essa si sottomettono fino al punto di sacrificare la propria esistenza.

Tale mostro si presenta anche a me attraverso una registrazione audio: «Ciao, i medici mi chiamano anoressia nervosa, tu puoi chiamarmi Ana, diventeremo amiche. Non sei perfetta, da ora in poi non permetterò più che tu perda tempo in giro con gli amici, simili atti di leggerezza non saranno più tollerati. I tuoi genitori sono delusi da te che sei grassa. Sono qui per aiutarti: ti porterò a mangiare sempre meno. Non ti lascerò più. Sorridi solo quando vedrai spuntare le ossa. Io ho creato questa perfetta sottile bambina di successo, senza di me non sei nulla. La perfezione si raggiunge solo quando non c’è più niente da togliere. Mortifica il corpo, nutri l’anima». Tra i 53 suggerimenti elencati da Ana ci sono quello di bere un bicchiere d’acqua ogni ora per sentirsi piene, che sia ghiacciata, così l’organismo brucerà calorie per riscaldarsi; quello di fare spesso bagni gelidi di almeno 15 minuti; quello di pulire qualcosa di schifoso, come il bagno, quando si ha fame, al fine di farsi passare l’appetito.

E ancora: «Lavati costantemente i denti, così non sarai tentata di mangiare», «racconta che stai andando a mangiare a casa di un’amica e, invece, vai a camminare», «se cominci a sentire fame, datti un pugno sullo stomaco», «preparati uno snack e gettalo via. Lascia il piatto sporco, così i tuoi genitori penseranno che tu abbia mangiato», «mangia nuda davanti ad uno specchio», «quando hai i crampi, arricciati come una palla, li farà andare via», «fumare domerà l’appetito», «pesati sempre prima e dopo avere mangiato», «invece di comprare il cibo deprimente, compra i fiori».

Le pro-ana ritengono che «se non si è magri non si è attraenti» e che «essere magri è più importante che essere sani». «Prendi lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra» «non puoi mangiare senza sentirti colpevole e senza punirti dopo», «non sarai mai troppo magra», fanno parte dei cosiddetti «10 comandamenti di Ana».

All’improvviso veniamo scaraventate all’interno del gruppo. I messaggi arrivano a ritmo serrato. Sono consigli, sfoghi, richieste di aiuto, video, resoconti alimentari, immagini di corpi malati che costituiscono ideali da perseguire. Le circa 80 utenti hanno un età che va dai 12 ai 22 anni. Una ragazza chiede se lo yogurt magro sia facile da vomitare, un’altra le risponde che reperirà informazioni al riguardo su internet. Ale cerca amiche con cui intraprendere la dieta “blue jeans”, che consiste nell’assumere per una settimana circa 100 calorie al giorno. Nadia dichiara che vuole arrivare a 28 kg, anche a costo di morire. Sara esulta per le sue 48 ore di digiuno. Tutte si congratulano con lei, che si sente forte più che mai.

Maria condivide una sua foto con il sondino nasogastrico per l’alimentazione forzata, è stata ricoverata perché rischia di morire, non vede l’ora di uscire dall’ospedale per dimagrire. Erica posta un video: è sul letto, sta sudando freddo, sta male, trema, dice che sta per collassare come già le è accaduto, ma non vuole, cede, mangia una caramella. Poi è attanagliata dai sensi di colpa. Teme che domani la bilancia le rivelerà la sua inadeguatezza. Invece no. All’alba è felice: pesa mezzo chilo in meno, 42 kg. Monica ha dieci denti ricostruiti a causa del vomito, Giò ieri ha perso il terzo. Simona fuma una sigaretta dietro l’altra per domare la fame. C’è chi condivide selfie delle proprie scapole, o dei femori, o del petto scavato. I commenti sono entusiasti: «io adoro», «sei perfetta», «che spettacolo».

FUORI DAL CORO
Una voce fuori dal coro si è levata l’altra sera. Davanti ad una foto estrema, una partecipante ha osato dire: «Fai impressione, è troppo». L’amministratrice del gruppo l’ha eliminata prontamente. L’accusa: «Lei non sembrava una di noi». La condannata chiede di essere riammessa, ma nessuno vota in suo favore: «È malata». Un’altra è stata espulsa perché ha parlato alla psicoterapeuta dell’esistenza di questa chat. «Puoi cedere, basta che dopo ti punisci come si deve», spiega una dodicenne. «Non ti preoccupare, l’ho già fatto», replica una coetanea. Punirsi vuol dire mettere le dita in gola per espellere tutto o sfinirsi con l’esercizio fisico. Cinzia si è lacerata la gola vomitando, ora perde sangue. Il dolore è atroce.

«Succede sempre anche a me, tranquilla», la rassicura qualcuna. Molte attendono con ansia che ricominci la scuola, per poter essere libere di digiunare lontano dallo sguardo vigile di genitori sempre più preoccupati, avvertiti come un fastidio, un ostacolo verso la meta. Di metodi per ingannarli si discute a iosa. È una gara continua a chi pesa meno: oggi ha vinto Susi con i suoi 37 Kg. È un gioco a perdere, la vita. Vale non scrive in chat da 4 mesi. Alcune ipotizzano che sia stata ricoverata, essendo scesa sotto i 36 kg. Nessuno dice che potrebbe essere morta.
All’epoca delle “drunkoressiche” si poteva intervenire ancora con le terapie di rinutrizioni, psicoterapie individuali e di gruppo, eventuali assunzioni di farmaci quando l’alcol diventava una vera e propria dipendenza. Al giorno d’oggi, personalmente la vedo molto, ma molto difficile combattere questa nuova forma “social” di anoressia autodistruttiva di gruppo.

Buona giornata.

Sergio Bonci

 

 

 

 

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